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Palermo, 22 luglio 2015 Sono 16049 le imprese artigiane siciliane che operano in attività economiche a vocazione turistica, poco meno di un quarto di tutte le imprese artigiane della regione
Lo rileva l´annuale elaborazione dell´Ufficio Studi di Confartigianato su dati UnionCamere-Movimprese del primo trimestre 2015, che sottolinea anche come queste rappresentino il 20,9 % del totale dell´artigianato regionale, coinvolgendo l´agroalimentare e le imprese dolciarie, i servizi, le attività ricreative, la somministrazione di alimentari e bevande, i trasporti, ma anche l´abbigliamento e l´editoria
Un dato che, nella classifica nazionale, colloca la Sicilia al 2° posto dopo la Campania (21,2%) per l´incidenza dell´artigianato turistico sul totale dell´artigianato Seguono le Marche (19,2%), Toscana (19,2%) e Lazio (!9%) " I numeri del report dimostrano come artigianato e turismo possano essere complementari- afferma Filippo Ribisi, presidente di Confartigianato Imprese Sicilia- e come questi due ambiti, fondamentali per la nostra economia, debbano essere promossi e venduti insieme Essere al secondo posto tra le regioni d´Italia è la conferma - continua il presidente - che bisogna continuare sulla strada degli investimenti su questo importante settore, che fa da traino anche per gli altri comparti dell´artigianato" Anche se in leggerissimo calo rispetto ai primi tre mesi dello scorso anno (-0,3%), il settore presenta un certo dinamismo Delle 16049 imprese, "l´Agroalimentare la fa da padrone con 5318 attività artigiane coinvolte; seguono le attività manifatturiere e dei servizi (4104), la "ristorazione" (2612), "bar, caffè e pasticcerie (1546), i "trasporti" (1210), "abbigliamento e calzature (1186) A livello provinciale (vecchie province) 3577 sono a Catania (con un tasso del 20,6%, ovvero di imprese artigiane legate al turismo sul totale delle Pmi artigiane della provincia): 1191 sono legate all´agroalimentare e 933 al manifatturiero ed ai servizi; segue Palermo con 3392 imprese (22,9%) con preponderanza delle attività agroalimentari (1198) e manifatturiere e servizi (915) Al terzo posto Messina con 2405 (20,5% di incidenza) e 661 imprese dell´agroalimentare e 607 del manifatturiero Quindi Trapani con 1386 imprese (19,6 %), anche qui con una maggiore concentrazione nell´agroalimentare (511) e nel manifatturiero (332), poi Siracusa con 1328 imprese (20,6%), Agrigento con 1371 imprese (22,4%), Ragusa con 1106 imprese (17,2%), Caltanissetta con 809 imprese (23,1%) Chiude Enna con 674 imprese (20,8 %)
Per quanto riguarda le presenze turistiche, i dati dell´Istat ci dicono che nel 2013 la Sicilia è all´8° posto fra le regioni d´Italia, avendo fatto registrare oltre 14 milioni di presenze (14490861), il 3,8 % di tutto il Paese, di cui 7148069 straniere (49,3%) "Sono numeri che potrebbero salire ancora - conclude Ribisi- se solo riuscissimo a risolvere l´annoso problema dei trasporti, dei passeggeri e delle merci Ma non mi stancherò mai di dire che senza una rete infrastrutturale e di collegamenti la Sicilia verrà sempre dopo le altre regioni d´Italia" L´Italia al 1° posto nell´Unione europea per presenze turistiche nei mesi estivi (giugno-settembre) con il 16,1% del totale, davanti a Francia (15,9%) e Spagna (14,3%) grazie ad asset quali 8300 km di costa con 644 comuni litoranei, un territorio montano pari ad oltre un terzo (35,2%) della superficie nazionale e 352 città di interesse storico e artistico Sul turismo extra Uem effetto positivo del 3,9% da variazioni dei tassi di cambio I benefici del cambio riguardano, nel complesso, il 10,2% delle presenze turistiche totali Favoriti i cinesi ( -17,8%), statunitensi (-17,5%), svizzeri (-14,2%) e inglesi (-10,4%) mentre sono svantaggiati i turisti brasiliani (+15%) e soprattutto i russi (+31%) Nel totale il 58,9% delle presenze turistiche extra Uem ha un vantaggio dalla rivalutazione della valuta rispetto all´euro, mentre il rimanente 41,1% viene penalizzata da una svalutazione delle monete che rende più cari beni e servizi acquistati in euro

Presenze turistiche sul territorio nazionale: in quattro regioni italiane è concentrata quasi la metà (49,1%) del totale delle presenze in Italia: Veneto (16,3%), Trentino-Alto Adige (11,8%), Toscana (11,3%), Emilia-Romagna (9,7%) Tra le province, al 1° posto Venezia (9,0%), segue Bolzano (7,7%), Roma (6,8%) e Rimini (4,1%) Più alta la quota di stranieri nel Lazio (66,9% delle presenze totali) e nel Veneto (66,4%), seguite da Trentino-Alto Adige (58,5%) e Lombardia (56,8%)



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