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Fonti rinnovabili, chiesto un chiarimento al Mise per gli installatori di impianti sul tema formazione e aggiornamento

Confartigianato Impianti e Cna Installazione di Impianti con una lettera unitaria, hanno chiesto al ministero dello Sviluppo Economico di aprire un tavolo di confronto in merito alla qualificazione di installatore di impianti a fonti rinnovabili, introdotta dal Dlgs 28/2011.

L’iniziativa si è resa necessaria per affrontare le numerose criticità ancora presenti nonostante la norma sia in vigore da numerosi anni.

Tra i principali elementi posti all’attenzione del ministero, la definizione del percorso formativo e di aggiornamento previsto dalla norma che, attuato nel pieno rispetto delle competenze legislative e nonostante l’impegno della Conferenza Stato Regioni, è stato recepito in modo disomogeneo nel territorio nazionale.

Ciò ha generato, ancora una volta, una situazione di disparità tra gli operatori economici che, pur riconoscendo il valore della formazione, in assenza di controlli e di una norma che preveda la pubblicità dell’assolvimento di tale adempimento (iscrizione in visura camerale), si sentono vessati. L’occasione per risolvere questi problemi potrebbe essere il recepimento della nuova direttiva sulle fonti rinnovabili.

Confartigianato ha chiesto quindi insieme a Cna, con una lettera a firma unitaria, di aprire un tavolo di lavoro per predisporre tutti gli atti utili per arrivare ad una nuova disposizione normativa che meglio contempli le esigenze del mercato e il soddisfacimento degli obiettivi vincolanti posti dalla Commissione Europea.

Questa circostanza può diventare un’utile occasione per dipanare finalmente le criticità connesse agli adempimenti per gli istallatori di impianti che da tempo stanno generando al comparto apprensione e malessere.

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